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Sito di informazione politica
della sede di Gioia del Colle

sabato 19 settembre 2009

Convocato per l'8 ottobre alle ore 16,00 il Consiglio Comunale

OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

VISTA la richiesta di autoconvocazione presentata da n. 8 consiglieri comunali datata 25.8.2009, registrata al protocollo dell'ente in data 28.8.2009 al n. 19936;

VISTA la richiesta del Sindaco in data 17.9.2009, prot. n. 21482;

SENTITA la Conferenza dei Capigruppo;

VISTO il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale;

VISTO lo Statuto Comunale;

CONVOCA

il Consiglio Comunale di Gioia del Colle in seduta straordinaria di 1^ convocazione per il giorno 8 OTTOBRE alle ore 16,00 e, nel caso non si raggiungesse il numero legale, in 2^ convocazione per il giorno 10.10.2009 alle ore 10,00 , nella sala consiliare di palazzo San Domenico, per la trattazione dei seguenti argomenti:

SEDUTA PUBBLICA

  • 1) Ratifica delibera G.C. n. 171 del 19.8.2009 avente per oggetto:"Sagra della mozzarella 2009. Destinazione somme. Variazione di bilancio";
  • 2) Ratifica delibera G.C. n. 172 del 19.8.2009 avente per oggetto:"Accordo di programma quadro "Politiche Giovanili" - Delibera CIPE n. 35/2005 "Progetto Bandeàpart". Variazione di bilancio";
  • 3) "Situazione politico-amministrativa". Determinazioni (argomento di autoconvocazione);
  • 4) Relazione ex art. 2 del disciplinare sul funzionamento della Direzione Artistico-Organizzativa del teatro comunale "Rossini" di cui alla delibera C.C. n. 39/2008".
  • 5) Acquisto auto di rappresentanza. Destinazione avanzo di amministrazione;
  • 6) Elezione rappresentante del Comune di Gioia del Colle in seno al Consiglio della Comunità Montana Murgia Barese Sud Est in sostituzione del Sindaco Longo Pietro dimissionario;
  • 7) Revoca in autotutela della deliberazione del Commissario Straordinario n. 15 del 23.1.2008 avente ad oggetto:"Affidamento in appalto per la creazione di un SIT territoriale, creazione anagrafe tributaria unica ICI e TARSU, verifica e rivisitazione delle rendite attribuite sul territorio, verifica della trasformazione dei corpi rurali". Approvazione C.S.A.". Indirizzi per la nuova procedura di gara;
  • 8) Piano di Zonizzazione Elettromagnetica. Approvazione.

Il Presidente del Consiglio
Avv. Filippo Gianfranco Tisci

venerdì 18 settembre 2009

ORGOGLIOSI DEI NOSTRI EROI



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giovedì 17 settembre 2009

Infami e vigliacchi. Così il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha definito i terroristi responsabili dell'attentato in cui hanno perso la vita sei militari del 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore e 4 membri delle forze di sicurezza afgana, ed in cui sono rimasti feriti altri 4 nostri militari (tre del 186esimo RGT dell'Esercito ed uno dell'Aeronautica Militare) e numerosi civili afgani. L'attacco è scattato alle 12.00 ore locali, quando un convoglio formato da due Vtlm «Lince» del contingente italiano «Italfor XX»,impegnato in un servizio di scorta, stava percorrendo la strada che dall'aeroporto internazionale di Kaia (International Kabul Airport) porta al Quartier Generale delle Forze della Coalizione, ed è rimasto coinvolto nell'esplosione di un autoveicolo bomba, con a bordo due kamikaze. Purtroppo neppure i blindati Lince possono resistere ad una deflagrazione del genere, nonostante siano praticamente il meglio a disposizione oggi delle nostre forze armate (e non solo, visto che sono in dotazione praticamente a tutti i contingenti alleati).

Con la morte del tenente Antonio Fortunato, del sergente maggiore Roberto Valente, del 1^ caporal maggiore Matteo Mureddu, del 1^ caporal maggiore Giandomenico Pistonami, del 1^ caporal maggiore Massimiliano Randino e del 1^ caporal maggiore Davide Ricchiuto, salgono così a venti le vittime italiane nel conflitto afgano, un alto tributo pagato dal nostro paese per la difesa della giovane democrazia di Kabul e per il mantenimento della sicurezza internazionale. Perché è bene non dimenticare, specie in questi momenti, che ciò che i nostri ragazzi fanno in quel lontano paese non è soltanto difendere la popolazione afgana dall'oscurantismo dei talebani, ma anche, e soprattutto, evitare che il paese torni ad essere un paradiso per i terroristi di al Qaeda, che ne farebbero la base di partenza per nuovi e più sanguinosi attacchi terroristici, come quelli di New York o di Madrid o di Londra.

Per garantire la sicurezza in casa nostra dobbiamo sconfiggere i nemici a casa loro, perché è da lì che vengono le peggiori minacce per l'Occidente, come dimostrano i tanti collegamenti tra le reti terroristiche recentemente smantellate dalle forze dell'ordine in Italia e la struttura di al Qaeda in Afghanistan. Per questo occorre proseguire sulla strada intrapresa con ancora maggiore convinzione, per onorare adeguatamente non solo i nostri caduti, ma tutte le vittime di un conflitto che non possiamo perdere. Come ha recentemente detto il Presidente Obama nel suo discorso davanti ai veterani di tutte le guerre «non dobbiamo mai dimenticare: questa non è una guerra che abbiamo scelto (war of choice). Questa è una guerra necessaria (war of necessity). Quelli che hanno attaccato l'America l'11 settembre stanno tramando per colpirla di nuovo. Se lasciati indisturbati, i talebani garantiranno un nuovo paradiso ai terroristi, ed al Qaeda potrà organizzarsi per uccidere ancor più americani. Quindi questa non è soltanto una guerra che vale la pena di essere combattuta. E' una guerra fondamentale per la difesa della nostra gente».

Questo è il motivo per cui i nostri militari sono impegnati in Afghanistan, e questo è il motivo per cui non potranno lasciare il paese prima che la missione sia definitivamente compiuta, non importa quanto lunga ed impervia sia la strada verso il successo. In gioco ci sono la nostra sicurezza ed i nostri valori. Inoltre questo è l'unico modo per fare in modo che i nostri eroi non siamo morti invano. Essi credevano nella loro missione, così come ci credono i tanti uomini e donne ancora impegnati in teatro, così come ci crede chiunque abbia scelto di rischiare la propria vita per la difesa dell'Italia e degli italiani. Anche per questo occorre isolare immediatamente tutti quegli sciacalli che hanno cominciato a parlare di ritiro immediato o di exit-strategy, che cercano di ottenere visibilità dalla tragedia che ha colpito il nostro paese, attraverso un'operazione meschina ed indegna di opportunismo politico. Perché i nostri militari, che danno la vita per la difesa della nostra amata patria, non meritano soltanto la nostra riconoscenza, ma anche, e soprattutto, il nostro rispetto.

Matteo Gualdi

mercoledì 16 settembre 2009

Ad Onna Berlusconi consegna le prime case



martedì 15 settembre 2009

L'operato del Governo Berlusconi è espressione di una nuova moralità della politica. Esso ha nella risoluzione dei problemi che emergono dalla realtà contingente la cifra distintiva rispetto ai passati esecutivi. Gestire e risolvere le problematiche causate da un terremoto richiede quella determinazione che coniuga lo sforzo per lo stanziamento dei fondi con la messa in opera della fase di ricostruzione, condizionata dal fattore temporale. La lentezza nella ricostruzione, nell'offrire un immediato riparo, causata anche dallo sperpero dei fondi - soldi che si disperdevano in mille rivoli - ha da sempre costituito nel nostro Paese un'incognita che ha prodotto strascichi di miseria nelle popolazioni colpite dai disastri naturali.

Silvio Berlusconi ed il suo Governo hanno profondamente cambiato l'approccio di intervento nelle situazioni di crisi. Già durante i primi mesi di insediamento l'Esecutivo diede una risposta decisa ad un bisogno popolare avvertito come prioritario, quello di un governo più vicino alle esigenze dei cittadini. E lo fece attraverso la scelta di convocare il Consiglio dei Ministri a Napoli, una città ferita dalla pessima gestione dei rifiuti e vittima degli ideologismi ambientalisti della Giunta regionale Bassolino e di quella partenopea della Jervolino. La presenza istituzionale del Governo sul territorio implica un'assunzione di responsabilità diretta dello stesso nei confronti della cittadinanza. Lo abbiamo riscontrato anche in Abruzzo, in cui l'azione tempestiva della Protezione Civile, con a capo il Sottosegretario Bertolaso, è riuscita a gestire la prima fase dell'emergenza offrendo a tutti un pasto caldo ed un riparo immediato a tutti gli sfollati. Senza contare gli interventi di salvataggio da parte dei Vigili del Fuoco, che hanno permesso di risparmiare molte vite umane, azioni spesso eroiche grazie alle quali essi si sono distinti anche a livello internazionale.

In tutti questi mesi, oltre ai Consigli dei Ministri convocati in loco, Silvio Berlusconi ha fatto la spola tra Roma e l'Aquila per monitorare lo stato d'avanzamento dei lavori di ricostruzione.L'imprenditoralità del Presidente del Consiglio ha coniugato il criterio di efficienza a quello di fattibilità dei lavori, che avevano come obiettivo primario quello di consegnare le prime villette ai terremotati fissando scadenze ben precise.

L'impresa portata avanti in questi ultimi mesi passerà alla storia sia per la tempestività dell'intervento messo in campo dal Governo sia per la sua capacità di organizzare un piano di ricostruzione urbanistica adeguato per dare un alloggio temporaneo a chi ha subito ingenti danni alla propria casa. Gli edifici, realizzati con materiali di diversa natura (dal calcestruzzo al legno lamellare) saranno di natura antisismica, rispettosi dei più avanzati criteri di sostenibilità ed, a ricostruzione avvenuta di tutti gli edifici dichiarati inagibili, verranno destinati ad alloggi per campus universitari. Il piano urbanistico prevede 19 aree in cui sono e saranno dislocate le abitazioni: martedì 15 settembre, in occasione della visita di Silvio Berlusconi ad Onna, sono state consegnate le prime 94 case; durante questo mese 2.500 persone potranno avere finalmente un alloggio, mentre alle rimanenti verranno consegnate entro la fine dell'anno. Se pensiamo anche al ciclo di lavoro serrato che ha accompagnato l'opera edilizia, che ha coinvolto le aziende costruttrici secondo un metodo operativo impostato dallo stesso Silvio Berlusconi - volto a ridurre i tempi di pausa con squadre di operai che si alternano anche nei giorni festivi-, comprendiamo di quale portata sia l'ingente sforzo messo in campo dal Governo; uno sforzo volto a portare a termine la costruzione di circa 4.500 appartamenti che ospiteranno 15.000 persone, a cui si aggiungono altri 500 bilocali per altri 3.000 cittadini che, secondo quanto emerso dall'ultimo censimento di agosto, è risultato fossero ancora bisognosi di una sistemazione. Un'operazione, quest'ultima, che ha richiesto uno stanziamento di altri 40 milioni di euro.

La fase di costruzione, successiva all'intervento di prima necessità del dopo terremoto, darà un tetto a tutti i terremotati la cui abitazione è stata dichiarata inagibile. Coloro che non potessero godere della disponibilità dell'alloggio entro settembre verranno ospitati temporaneamente in strutture alberghiere. Ma non solo, il piano di ricostruzione urbanistica comprende aiuti finanziari anche per coloro le cui case sono state dichiarate agibili. Sono previsti fondi anche per le scuole, per far sì che la vita ritorni alla sua normalità, affinché nel più breve tempo possibile la società abruzzese si metta in moto.

In questa circostanza l'Italia intera si è stretta intorno all'Abruzzo: sia con la solidarietà sia con l'eccellenza delle aziende italiane che hanno partecipato alla ricostruzione sotto la guida dello Stato. E la genialità di Silvio Berlusconi ha permesso di sensibilizzare i paesi stranieri nell'opera di ricostruzione, in particolar modo quella relativva ai monumenti storici di cui la terra abruzzese è ricca. Lo ha fatto scegliendo l'Aquila come il luogo dove svolgere il G8.

La nuova moralità della politica nasce, quindi, dalla politica del fare, che consiste anche nella capacità di mantenere le promesse dando una risposta efficace ai bisogni della gente: in questo consiste la rivoluzione berlusconiana. Dopo le elezioni del 2008 il popolo libero e moderato si è fatto maggioranza ed ha scelto Silvio Berlusconi non solo come suo rappresentante, ma come guida dinnanzi ad un mondo in cui la variabile dell' imprevedibilità diviene un fatto imprescindibile del quotidiano. Chi, oggi, usa il linguaggio nostalgico di un ritorno al vecchio o intende considerare Silvio Berlusconi come un fenomeno in caduta, non comprende che il mondo è cambiato e che non ha più senso portare avanti un messaggio ideologico. Il gossip di questa stagione ed i tentativi di Palazzo volti a offuscare l'immagine di Silvio Berlusconi si infrangono di fronte ai fatti del Governo. Martedì pomeriggio, a Onna, sono stati consegnati i primi alloggi ed è stato inaugurato il primo asilo. La vita, dunque, riprende.


di Alessandro Gianmoena
gianmoena@ragionpolitica.it!

venerdì 11 settembre 2009

BERLUSCONI: Ricordare l'11 settembre è un dovere

"L’11 settembre e’ una giornata dolorosa per tutti noi. Per tutto il mondo. Una giornata che ha colpito in particolare gli Stati Uniti d’America, ma anche tutti coloro che si riconoscono nei valori della liberta’ e della democrazia".


Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio dedicato all’anniversario dell’11 settembre: "Da allora sono passati otto anni. Ricordo che presiedevo il G8 e mi feci subito portavoce dello sgomento e della solidarieta’ comuni dicendo che ci sentivamo, come ci sentiamo, tutti americani. Non potro’ mai dimenticarlo. E ricordare, oggi, e’ un dovere. La lotta contro l’estremismo fanatico e il terrorismo, infatti, non e’ conclusa e le crisi aperte in diverse aree del pianeta ce lo testimoniano ogni giorno.


Sconfiggere l’odio richiede determinazione, coraggio, pazienza e capacita’ di dialogo. Credo che i messaggi rivolti dal presidente Obama negli ultimi mesi, soprattutto verso il mondo arabo-islamico, siano la giusta risposta per contenere e battere la strategia terroristica e opporsi alla propaganda dell’odio. Un autentico e proficuo dialogo tra civilta’ e’ segno di forza e di tolleranza".

11/9/2009

LIBERTÀ E IDENTITÀ









In questo nostro tempo confuso si farà sentire la mancanza della lucida intelligenza di Gianni Baget Bozzo. In particolare mi mancheranno i suoi consigli, le telefonate affettuose e i suoi scritti che spesso mi aprivano nuovi orizzonti e sempre mi conducevano a ripensare i difficili percorsi della politica italiana. Sono certo che la sua scomparsa abbia lasciato un vuoto anche per il presidente Berlusconi, al quale don Gianni dedicava ogni pensiero e ogni ansia della sua esistenza.

In una stagione rassegnata alla frammentarietà e alle divisioni, don Gianni ha difeso con la forza della ragione il valore fondamentale degli ideali cristiani. Per lui la politica si richiama alla storia di grandi eventi che si rifanno a principi ideali e rendono la politica una battaglia di idee. Per questo ritengo che la sua eredità culturale sia racchiusa nel mistero che unisce fede religiosa, battaglia ideale e confronto politico. Per questo abbiamo deciso, d'intesa con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di dedicare il tradizionale appuntamento di Gubbio proprio a don Gianni.

Per Baget Bozzo il linguaggio cristiano custodisce ed esprime ideali che la politica non può ignorare, nel senso che la ragione deve saper ascoltare quanto promana della tradizione evangelica. Per don Gianni il cattolicesimo è una tradizione «in cui l'eternità tocca il tempo e nel momento in cui lo tocca lo assume e gli dà una sua dimensione». Per questo è difficile ritenere evento del tutto fortuito che la democrazia sia nata e si sia sviluppata in Occidente. Da qui lo stimolo a porsi domande sul rapporto stretto fra democrazia e cristianesimo, sul nesso, che ancor oggi ci interpella, che scaturisce dal Vangelo non solo come codice celeste, ma anche come portatore di una speranza per la giustizia terrena, così come ci richiama la nuova enciclica di Benedetto XVI.

Secondo Giuliano Ferrara la fede per don Gianni «era la fonte d'ispirazione dalla quale sgorgavano le cascate copiose del suo pensiero, un pensiero sempre alimentato dalla curiosità per gli accadimenti, che, secondo la sua filosofia di vita, erano sempre illuminati dalla luce celeste». Anche Massimo Cacciari ricorda la sua «fede agonica» vissuta come molla per pensare l'umano, la sua ricerca escatologica sulla «cosa ultima» sempre intrecciata, ma sempre eccedente rispetto alle sue passioni e scelte politiche. La fede, infatti, ha ispirato tutte le sue battaglie e gli ha consentito di intravedere oltre l'immediatezza del reale.

L'impegno culturale e politico di Baget Bozzo avviene alla luce della metafisica aristotelico-tomista, con san Tommaso suo «perenne maestro». È col Concilio Vaticano II che la Chiesa attraversa un momento difficile, in cui comincia il rigetto della metafisica e il rifiuto di San Tommaso come canone aureo della teologia. La parola «solidarietà» diviene lo specifico del cristianesimo, determinato non dalla fede, ma da una prassi sociale che viene giustificata in nome della carità. Baget sente che nel mondo vi è un pericolo per la Chiesa, un pericolo che viene dal suo interno. Comprende che nasce un'immagine della Chiesa interamente immanente alla storia. Ciò è legato ad una secolarizzazione della Chiesa per cui l'eguaglianza sociale è il compito storico che la società umana deve compiere per progredire. Il fine della Chiesa non è più la salvezza delle anime, ma la realizzazione dell'eguaglianza sociale degli uomini. Questa visione cambia il modo in cui la Chiesa post-conciliare vede il comunismo. «La fine dell'anticomunismo della Chiesa fu sancito da Giovanni XIII nella Pacem in Terris, in cui si distingueva tra errore ed errante, quindi tra comunismo e comunisti. La via era aperta al compromesso, perché si assumeva che i cattolici e i comunisti perseguissero in forme diverse il medesimo fine dell'eguaglianza sociale e che i comunisti dovevano capire che la Chiesa cattolica non era più un'antitesi, ma un volontario compagno di strada» (Lettera a un Vescovo su Chiesa e Occidente).

Gli anni Sessanta e Settanta sono anni in cui viene praticata la secolarizzazione della Chiesa. Sparite le certezze della ragione astratta, che ha governato il Novecento, finisce l'idea di una storia unitaria del mondo proprio nel momento in cui esso si organizza come unità economica e istituzionale. Il mondo laico occidentale, che sul razionalismo è vissuto, sente profondamente questa crisi come la fine di una stagione del pensiero: l'incertezza e la problematicità prendono il posto occupato dalle certezze della ragione. Per don Gianni il razionalismo occidentale è il grande mito collettivo di considerare la dimensione sociale e la sua storia come l'unica dimensione dell'uomo. Al contrario il cristiano deve comprendere che «la storia ha un limite, che non è fatta per diventare il paradiso sulla terra, che la rivoluzione è fallita e che l'idea politica fondamentale su cui si fonda l'ordine creato è l'idea di limite». Occorre abolire l'idea di rivoluzione ed evitare l'illusione dell'uomo onnipotente prospettato dal comunismo. La fine del comunismo è la fine del «principio Utopia», e quindi della violenza sulla realtà in nome dell'idea.

Si manifesta in questo modo l'insufficienza della società a contenere in sé le esigenze del singolo. Riemerge la dimensione spirituale dell'uomo, anche indipendentemente dalla memoria cristiana e dalla confessione religiosa. «Il passato riapparve come fondamento dell'identità, dopo che, con la fine dell'utopia, non lo poteva più essere il futuro. E anzi il futuro divenne il luogo dell'incertezza, il luogo in cui l'identità avrebbe potuto essere perduta. Caduta la storia razionalista come principio identificante della società, non rimase altro fondamento possibile, per la comprensione di un ordine della storia, che un ordine trascendente, in qualunque forma esso si ponesse». Solo la religione può sostituire l'ideologia perduta. Il nichilismo stesso può essere visto «non solo come alternativa alla religione, ma anche come il vuoto che prepara la domanda religiosa» (L'intreccio. Cattolici e comunisti 1945-2004). Caduta la convinzione di possedere il futuro e di trarre da esso il giusto criterio di comportamento, solo un orizzonte trascendente gli eventi può consentire un orientamento, o almeno la certezza di un fondamento che gli eventi non possono incrinare. La religione rimane l'unico momento in cui sia possibile pensare passato, presente e futuro sotto una linea di continuità che non è più data dalla forma razionale, ma dalla speranza trascendente. Solo il divino può conciliare la libertà e la responsabilità morale.

Non rinunciando mai alla sua libertà, don Gianni ci ha insegnato che l'affermazione dell'identità italiana è la condizione essenziale per governare le dinamiche sociali. Per questo la missione della politica è un nuovo modello di società che sappia guardare al governo della polis con una chiara progettualità che vinca le divisioni e si ponga come soluzione dei conflitti. Non a caso don Gianni predilige il libro dell'escatologia cristiana per eccellenza, l'Apocalisse, che ci mostra come Cristo sia presente nella storia e lotti contro potenze che sono mondane, ma che hanno dietro una strategia non mondana. È quello che Agostino ha espresso nel De Civitate Dei, in cui la storia è combattimento tra due città interiori e spirituali: la città in cui si ha l'amore di Dio sino al disprezzo di sé e la città degli uomini in cui avviene il contrario, l'amore di sé sino al disprezzo di Dio.

Sandro Bondi

giovedì 10 settembre 2009

Consiglio Comunale per il 14 settembre alle ore 9,00

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

VISTA la richiesta del Sindaco in data 28.8.2009, prot. n. 19970;

SENTITA la Conferenza dei Capigruppo in data 8.9.2009 ;

VISTO il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale;

VISTO lo Statuto Comunale;

CONVOCA

il Consiglio Comunale di Gioia del Colle in seduta ordinaria di 1^ convocazione per il giorno 14 SETTEMBRE 2009 alle ore 09,00 e, nel caso non si raggiungesse il numero legale, in 2^ convocazione per il giorno 17.9.2009 alle ore 09,00, nella sala consiliare di palazzo San Domenico, per la trattazione dei seguenti argomenti:

SEDUTA PUBBLICA

  • 1) Presa d'atto ed approvazione verbali sedute precedenti;
  • 2) Art. 175 del D.Lgs. n. 267/2000 " Variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di gestione". Provvedimenti;
  • 3) Ratifica delibera della G.C. n. 146 del 29.7.2009 avente ad oggetto:"Lavori ordinari di sistemazione di strada vic.le Carraro dei Masci, strada extraurbana a fondo naturale dell'agro di Gioia del Colle (BA), con bitumazione di un tratto di strada. Approvazione progetto preliminare. Variazione al bilancio di previsione esercizio 2009;
  • 4) Ratifica delibera G.C. n. 159 del 13.8.2009 avente ad oggetto:"Approvazione fabbisogno temporaneo di personale per l'asilo nido, anno educativo 2009-2010. Variazione di bilancio";
  • 5) Ratifica delibera G.C. n. 160 del 13.8.2009 avente ad oggetto:"Corresponsione del contributo di esercizio alla ditta "Sabato Viaggi" per il servizio di trasporto urbano. Aggiornamento ISTAT. Variazione al bilancio di previsione esercizio 2009";
  • 6) Ratifica delibera G.C. n. 171 del 19.8.2009 avente per oggetto:"Sagra della mozzarella 2009. Destinazione somme. Variazione di bilancio";
  • 7) Ratifica delibera G.C. n. 172 del 19.8.2009 avente per oggetto:"Accordo di programma quadro "Politiche Giovanili" - Delibera CIPE n. 35/2005 "Progetto Bandeàpart". Variazione di bilancio";
  • 8) Diffusione della Società dell'Informazione - attribuzione premialità nell'ambito della ripartizione dei Fondi delle Aree Sottoutilizzate (FAS) nel periodo 2004/2007 - 1^ fase, D.G.R. n. 2048 del 29/12/2004. Variazione di bilancio;
  • 9) Variazione Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2009-2011 approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 16 del 25.3.2009. Variazione al bilancio;
  • 10) Riconoscimento debito fuori bilancio per prestazione professionale avvocati vari, ex art. 194, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 267/2000;
  • 11) Riconoscimento debiti fuori bilancio per competenze professionali all'ing. V. Ranieri, ex art. 194, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 267/2000;
  • 12) Riconoscimento debito fuori bilancio per competenze professionali all'ing. Nicola Romano ex art. 194, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 267/2000;
  • 13) Riconoscimento debito fuori bilancio ex art. 194, lett. a) e d) del D.Lgs. 267/2000 in favore degli eredi Oliva per espropriazioni in zona PIP D/2 del vigente P.R.G.;
  • 14) Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell'art. 194, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 267/2000. lavori, prestazioni professionali e forniture occorse per il completamento funzionale di opere pubbliche. Applicazione avanzo di amministrazione;
  • 15) Salvaguardia degli equilibri di bilancio e ricognizione dello stato di attuazione dei programmi anno 2009 (art. 193 D.Lgs.267/2000);
  • 16) Nomina componenti Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2009/2012;
  • 17) P.E. n. 42/2008 - Piano di lottizzazione intestato a "STARS s.r.l.- IGECO s.r.l." in zona C/1 di P.G.R.- APPROVAZIONE.
  • 18) P.E. n. 472/2008 - Variazione Piano di Lottizzazione, in zona C/1 di P.R.G., ex II.PP.A.B ora di proprietà "P & P COSTRUZIONI s.r.l.", con viabilità di P.R.G. in variante ai sensi dell'art. 16 L.R. n. 13/2001 - Approvazione;
  • 19) Piano di Zonizzazione Elettromagnetica. Approvazione;
  • 20) Deliberazione C.C. n. 29 del 22.5.2009: "Indirizzi sulle procedure applicative del D. Lgs n. 311/2006. Semplificazione adempimenti in materia di sostituzione generatori di calore". - PARZIALE MODIFICA;
  • 21) Modifica del regolamento locale di Igiene e Sanità Pubblica di cui alla delibera del Commissario Straordinario n. 650 dell'11.10.1994.

Il Presidente del Consiglio
Avv. Filippo Gianfranco Tisci