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Sito di informazione politica
della sede di Gioia del Colle

giovedì 28 aprile 2011

Consiglio Comunale per giovedì 28 aprile alle ore 9.00

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Viste le richieste del Sindaco del 7.4.2011 prot. 10221, del 14.4.2011 prot. 10905 e del 20.4.2011 prot. 11408; Sentita la conferenza dei capigruppo; Visto il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale; Visto lo Statuto Comunale;

CONVOCA

Il Consiglio Comunale di Gioia del Colle in seduta straordinaria ed in 1^ convocazione per il giorno 28 APRILE  2011 alle ore 09.00 e nel caso non si raggiunga il numero legale, in 2^ convocazione per il giorno 2 MAGGIIO 2011  alle ore 09,00, nella sala consiliare di palazzo San Domenico per la trattazione dei seguenti argomenti:

SEDUTA PUBBLICA

    1 - Proposta
OGGETTO: ART. 3 DELLA L.R. 21/2008. APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA RIGENERAZIONE URBANA DENOMINATO "DPP PIST LAME DI PEUCETIA".

    2 - Proposta
OGGETTO: AMPLIAMENTO DI OPIFICIO ARTIGIANALE ADIBITO AD OFFICINA MECCANICA – FABBRO SULLA STRADA VICINALE LE STRETTOLE – LOTTO N. 6 (PARTE), SUB COMPARTO G, IN ZONA PIP D/2 DI P.R.G.. APPROVAZIONE QUALE VARIANTE URBANISTICA AI SENSI DELL'ART. 5 DEL D.P.R. N. 447/1998 E S.M.I..

    3 - Proposta
OGGETTO: APPROVAZIONE PROPOSTA DI CONVENZIONE INOLTRATA DALLA SOC. MED WIND POWER S.R.L. DI CASTELLANETA PER LA REALIZZAZIONE E GESTIONE DI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTE RINNOVABILE (SOLARE) DENOMINATI “PARCHI FOTOVOLTAICI”.

    4 - Proposta
OGGETTO: P.E. N. 119 DEL 1.4.2010 – APPROVAZIONE VARIANTE ESECUTIVA AL PIANO DI LOTTIZZAZIONE IN ZONA C/2 DI P.R.G. APPROVATO CON DPGRP N. 1719 DEL 25.9.1979 – SOC. MORAMARCO COSTRUZIONI SRL.

    5 - Proposta
OGGETTO: NOMINA CONSIGLIERI IN SENO ALLA COMMISSIONE CITTADINA PER GLI ESERCIZI STORICI GIOIESI AI SENSI DEL "REGOLAMENTO PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLE BOTTEGHE STORICHE E DEGLI ESERCIZI TRADIZIONALI DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE.

    6 - Proposta
OGGETTO: ADESIONE ALL'ASSOCIAZIONE DEI COMUNI FEDERICIANI.

Gioia del Colle, 22 Aprile 2011

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Avv. Tisci Filippo Gianfranco

lunedì 18 aprile 2011

Differenziamo ma con intelligenza!

Pubblichiamo il volantino SPES, che invita a fare correttamente la raccolta differenziata. Impegniamoci tutti un po' di più, se vogliamo bene all'ambiente!
Clicca per ingrandire

venerdì 15 aprile 2011

SÌ AL PROCESSO BREVE

Proponiamo aii  nostri visitors il testo dell'intervento pronunciato il 13 aprile alla Camera dal presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, in sede di dichiarazione di voto sul cosiddetto «processo breve».
fabrizio_cicchitto.jpgSignor presidente, onorevoli colleghi, lo scandalo non è certamente questa proposta di legge, che punta a ridurre la durata dei processi. Il vero scandalo è costituito dalla situazione attuale, che ha portato più volte l'Italia ad essere condannata per la lunghezza dei processi. Consentitemi anche di aggiungere che qui si evocano fatti traumatici, come quelli avvenuti a Viareggio e L'Aquila, del tutto a sproposito. Si tratta di un'operazione di sciacallaggio che respingiamo e rinviamo al mittente. Già il ministro Alfano ha messo in evidenza che se la norma all'esame del Parlamento fosse approvata, la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in ventitré anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell'omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di trentacinque anni dai fatti, quindi nel 2044.
Sgombrato il campo da questi due elementi, vogliamo anche rispondere a un dato paradossale, quello della cosiddetta «legge ad personam». Oramai qualunque provvedimento riguardante la giustizia può coinvolgere o sfiorare Berlusconi, visto che egli dal 1994 è sottoposto ad un inusitato bombardamento giudiziario: 28 processi, 2.300 udienze, circa 500 perquisizioni, migliaia di intercettazioni. Dunque il vero scandalo è la sistematica persecuzione ad personam di cui è vittima Berlusconi. Questa persecuzione deriva da una ragione politica di fondo: Berlusconi, scendendo in politica nel 1994, e ottenendo nel 2008, con il Pdl e la coalizione, oltre 17 milioni di voti, ha impedito alla sinistra di prendere il potere, e ciò non gli viene perdonato, per cui egli deve essere distrutto. Questo si intreccia con la tendenza di una parte della magistratura, che ha teorizzato l'uso alternativo del diritto e che mette in pratica, sul terreno della giurisdizione, la sentenza creativa, che innova rispetto alla stessa legge, e la sentenza anticipata, l'avviso di garanzia a mezzo stampa, intercettazioni riguardanti anche la vita privata propalate attraverso la violazione del segreto istruttorio. Insomma, l'obiettivo è quello di distruggere una persona indipendentemente dalla sentenza formale, che può arrivare anche dopo dieci anni.
Questo meccanismo che riguarda Berlusconi è avvenuto già un'altra volta nella storia del nostro Paese, con la vicenda del 1992-1994 e di Tangentopoli. Essa è stata un pezzo del sistema Italia, un pezzo organico derivante dal fatto che fino all'adesione al Trattato di Maastricht i grandi gruppi del capitalismo italiano non sapevano dove stessero di casa la libera concorrenza e il mercato, e per questo stabilirono un rapporto collusivo con lo Stato e quindi con i partiti, con tutti i partiti: la Dc, il Psi, i partiti laici e il Partito comunista italiano. Il Pci aveva tre fonti di finanziamento: l'Unione Sovietica, le cooperative rosse e anche un rapporto corruttivo con i privati. L'esistenza di questo rapporto corruttivo ci è ricordata in un bel libro dall'onorevole Di Pietro, che dice: «Abbiamo provato di certo che Gardini effettivamente un miliardo l'ha dato, abbiamo provato di certo che l'ha portato alla sede di Botteghe Oscure, abbiamo provato di certo che in quel periodo aveva motivo di pagare tangenti a tutti i partiti, perché c'era in ballo un decreto sulla defiscalizzazione della compravendita Enimont, cui teneva moltissimo». Ma a quel punto scatta il garantismo insito nella personalità dell'onorevole Di Pietro, che dice: «Il problema è che per inquisire qualcuno avevamo bisogno di avere un nome, un soggetto o una persona fisica, allora chi dovevamo inquisire per quanto riguardava il Pci: il signor Botteghe Oscure, nato a..., residente a...? Tutte le persone che quel giorno erano negli uffici dell'allora Pci non sanno o non vogliono dire esattamente chi ci stava quel giorno ad attendere Gardini. Domandiamo se - è sempre Di Pietro che parla - c'era Occhetto, c'era D'Alema, c'era Visco».
Allora, il punto è che nella vicenda Mani Pulite tutti erano coinvolti, però ci sono stati due pesi e due misure. Un pezzo della Democrazia cristiana, il Partito socialista e i partiti laici sono stati distrutti, la sinistra democristiana e il Partito comunista sono stati salvati. Questo vuol dire che prima nel 1992-1994, e poi dal 1994 ad oggi, c'è, da parte vostra e di alcune procure, un uso politico della giustizia come arma impropria. La sinistra surroga in questo modo la sua debolezza politica e programmatica.
Questa è la ragione di fondo per cui il nostro bipolarismo è atipico rispetto al resto dell'Europa, perché è un bipolarismo selvaggio, che da parte vostra ha per obiettivo la criminalizzazione e la distruzione dell'avversario. Voi in effetti volete processare Berlusconi, e con lui il centrodestra, non solo nelle aule giudiziarie, ma anche nelle piazze, e noi vi diciamo che non ci faremo processare nelle piazze. Noi vi diciamo che non abbiamo nei vostri confronti nessun complesso di inferiorità e, quindi, ci batteremo a fondo contro di voi. Lo stiamo dimostrando qui, dove, tra l'altro, appena c'è stato il voto segreto, alcuni voti vostri sono venuti in questo schieramento.


giovedì 14 aprile 2011

PROCESSO BREVE: Le risposte di Angelino Alfano alle obiezioni sollevate nel dibattito sul cosiddetto ''processo breve''


Ecco la sintesi della risposta del ministro Alfano ad alcune obiezioni formulate nel corso del dibattito alla Camera sul cosiddetto “processo breve”:
1. I dati
In Italia si prescrivono, in media, ogni anno circa 170.000 procedimenti penali, 466 al giorno.
Attualmente, in Italia i processi penali durano, in media, 317 giorni in primo grado, 738 giorni in Corte d’appello e 204 giorni in Cassazione: dunque, un processo attraversa i tre gradi di giudizio in 1.259 giorni, ossia in tre anni e cinque mesi.
A questi tempi processuali vanno sommati i tempi delle indagini che durano, sempre in media, circa 400 giorni. In primo grado, con il rito monocratico, il 46% dei processi viene celebrato in meno di sei mesi, il 19% tra sei mesi e un anno, il 18% tra un anno e due anni e, infine, il 17% in oltre due anni.
Con il rito collegiale, dove si trattano i processi più gravi, le classi di durata si rallentano leggermente con il 36% dei processi celebrati entro sei mesi ed il 23% in oltre due anni.
2. L’impatto della norma
Ai fini della corretta valutazione di impatto della norma in discussione, che modifica i termini della prescrizione, occorre tenere conto di due circostanze:
- essa riguarda solo i processi di primo grado. Le prescrizioni in primo grado sono state circa 125.000 nel 2009;
- il beneficio riguarda solo gli imputati incensurati, che in base ai dati del casellario giudiziario sono in media il 55% sul totale dei condannati.
Se si applicano queste considerazioni alla stima di impatto quantitativa che è circolata in questi giorni, allora è corretto dire che i processi penali a rischio diventano circa lo 0,2%, mentre ogni anno si prescrivono in media il 5% dei procedimenti totali aperti, che sono attualmente 3.290.000 in tutti i gradi di giudizio.
Sempre sul dato delle prescrizioni si osservi come circa 100.000 prescrizioni annuali avvengano già in fase di indagini preliminari con richiesta al GIP. La maggior parte delle prescrizioni si consuma già in fase di indagini, ancor prima del dibattimento, per una selezione di gravità dei reati operata dai pubblici ministeri. Sulla base di questa prassi sono i processi meno importanti che vengono lasciati indietro.
3. La vera questione
La domanda concreta dovrebbe essere un’altra: quanti, tra questi processi a rischio prescrizione, la quotidiana esperienza giudiziaria insegna che pochi di questi processi giungerebbero all’ultimo grado di giudizio. In realtà anche quei pochi che fossero riusciti a superare la barriera del primo grado, sarebbero andati incontro alla prescrizione nei successivi gradi di giudizio e questo anche in considerazione della durata media del processo di appello, che è più del doppio rispetto a quella di primo grado.
In questi giorni sono state diffuse informazioni terroristiche relative all’impatto di questa norma. Mi riferisco specificamente alla strage di Viareggio e de L’Aquila. Il disastro di Viareggio avvenne nel giugno 2009. L’autorità giudiziaria sta procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno in un tempo lontanissimo. Ebbene, se la norma all’esame del Parlamento fosse approvata, la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.

Analoghe considerazioni possono farsi sul disastro de L’Aquila, se è vero che il termine di prescrizione ordinaria è di 10 anni, aumentabile ad 11, anzi specificamente 11 anni ed otto mesi. A soli due anni dalla tragedia del sisma abruzzese credo vi sia tutto il tempo per definire il giudizio. Peraltro il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi.

Poichè la norma tocca solo la posizione degli incensurati e non anche quella dei recidivi, non riguarda i termini di prescrizione dei reati, che restano invariati, ma riguarda il surplus di durata del processo determinato dai cosiddetti atti interruttivi della prescrizione, che si riduce mediamente di qualche mese.
Ad esempio per le truffe, per l’aggiotaggio e per il market abuse, si passerebbe dall’attuale tetto massimo di 7 anni e sei mesi a 7 anni; per reati più gravi, come la bancarotta fraudolenta, il furto pluriaggravato, la rapina semplice, l’usura e la violenza sessuale, si passerebbe dagli attuali 12 anni e sei mesi a poco più di 11 anni e sei mesi; per la bancarotta fraudolenta ed aggravata (il caso Parmalat) si passerebbe dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi; per le lesioni volontarie (il caso Clinica Santa Rita) si passerebbe da 8 anni e nove mesi a 8 anni e due mesi.

Anche per i reati contro la pubblica amministrazione il surplus di durata del processo nei confronti degli incensurati viene ridotto di pochi mesi: di sei mesi per il reato di corruzione (da 7 anni e sei mesi a 7 anni) e di otto mesi per la corruzione in atti giudiziari (da 10 anni a 9 anni e quattro mesi). Per reati di particolare allarme sociale, come l’omicidio colposo commesso in violazione di norme sulla circolazione stradale e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, si passerebbe da 17 anni e sei mesi a 16 anni e quattro mesi, che diventano addirittura 23 anni e quattro mesi, se il fatto è commesso da chi guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

In definitiva, il regime della prescrizione resta quello introdotto nel 2005. La nuova norma, dunque, si limita a completare la riforma del 2005 per differenziare la posizione dell’imputato incensurato da quella del recidivo.
Se poi il reato, invece di prescriversi in dieci anni - mi riferisco a quello cui ha più volte ha alluso l’opposizione - si prescriverà in nove anni e quattro mesi, occorrerebbe piuttosto domandarsi come mai in un tempo così lungo non si sia ancora arrivati nemmeno a una sentenza di primo grado.

La Camera ha approvato la legge sul processo breve


Siamo tutti più liberi e la divisione di poteri,
 che è la base della democrazia, 
torna ad avere un senso.

mercoledì 13 aprile 2011

Consiglio Comunale per lunedì 18 aprile alle ore 9,00

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO


Vista la richiesta del Sindaco in data 13.4.2011 prot. 10798;
Visto il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale;
Visto lo Statuto Comunale;

CONVOCA

Il Consiglio Comunale di Gioia del Colle in seduta ordinaria ed in 1^ convocazione per il giorno 18 APRILE 2011 alle ore 09.00 nella sala consiliare di palazzo San Domenico per la trattazione dei seguenti argomenti:

SEDUTA PUBBLICA

    1 - Proposta
OGGETTO: ADOZIONE DEL PROGRAMMA TRIENNALE 2011 – 2013 E DELL'ELENCO ANNUALE 2011 DEI LAVORI PUBBLICI AI SENSI DL DECRETO DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI DEL 21 GIUGNO 2000 E SS.MM.II.

    2 - Proposta
OGGETTO: BILANCIO ANNUALE DI PREVISIONE PER L'ANNO 2011 - RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2011 - 2013. APPROVAZIONE.

Gioia del Colle, 13.04.2011


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Avv. Tisci Filippo Gianfranco